lunedì 11 ottobre 2010

Miss Adèle e l'enigma del faraone

Diciamolo chiaro: è dai tempi del Quinto Elemento che Luc Besson non trova più la verve che ne aveva fatto un cineasta di culto da Le dernier combat passando per Léon. Eroine e film per bambini, per non dire dei tentativi metafisici di Angel-a, non ne hanno risollevato le sorti e allora tanto vale accontentarsi di quello che ci può ancora offrire. Come nel suo ultimo film, tratto dalla serie di fumetti di Jacques Tardi, in cui l'avventura e la fascinazione dell'immaginario lascia spazio al bizzarro umorismo.
Protagonista d'inizio secolo è Adèle Blanc-Sec, giornalista e avventuriera alla ricerca del segreto per ridare la vita alla sorella. Le potrebbe essere d'aiuto il prof.Ménard, se non fosse che le sue ricerche stanno facendo invadere Parigi di mummie, fossili, dinosauri. Sgangherato e pasticciato, ma genuinamente divertente exploit di Luc Besson nel fumetto, un Indiana Jones fumettistico e buffonesco, scritto da Besson, in cui il regista mescola impunemente avventura, commedia e fantasy per un pubblico infantile o per adulti dalla fertile capacità regressiva.
E' infatti la dimensione caricaturale del film a segnarlo fin dall'inizio e a darne il paasso di un baraccone circense in cui gli effetti speciali si congiungono alle tracce melodrammatiche e si scontrano con attimi di comicità delirante (se non greve) che devono il loro ritmo al personaggio centrale di Adèle, donna sbrigativa, indolente, sprezzante, sexy (Besson non rinuncia a inquadrarla nuda nonostante il target), del tutto aliena – e per questo più intrigante – al contesto storico.
La sceneggiatura evidentemente va a casaccio, cucendo pezzi di canovaccio a trovate molto divertenti (la ricerca tra le mummie), mettendo insieme i casuali ingranaggi del meccanismo con un ritmo raffazzonato ma anche con una certa fantasia narrativa. Confusione generale, ma anche trovate buffe e in più, c'è l'occhio del regista nel gestire le giovani protagoniste, nello scegliere visi e corpi accattivanti piegandoli alle esigenze dello schermo. E fa centro anche questa volta con Louise Bourgouin, abile tanto da oscurare persino la presenza di un attore scafato come Mathieu Amalric.

Voto: 6

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